Le banche dati

Site: Attività formative complementari
Course: BiblioTech: la ricerca dell'informazione scientifica per dottorandi di Ingegneria 2019-2020
Book: Le banche dati
Printed by: Guest user
Date: Friday, 22 October 2021, 5:45 AM

Description

Libro e computer

Le principali banche dati per la ricerca accademica nel settore dell'ingegneria

1. La ricerca nelle banche dati

L'accesso alle singole banche dati (interfaccia nativa)


In OneSearch  Le mie risorse è stato già illustrato l'accesso alla maschera di ricerca Unifi, che permette di visualizzare le banche dati utilizzabili dagli utenti dell'Ateneo, divise per categorie disciplinari e arricchite da informazioni relative al contentuto e alla copertura temporale. E' stata inoltre mostrata la possibilità di effettuare una metaricerca su più banche dati contemporaneamente tramite la funzione Le mie risorse di OneSearch.


E' comunque possibile anche accedere ad ogni singola banca dati semplicemente dal suo link dopo averla cercata nella stessa maschera di ricerca, per categoria:


Metalib


Oppure per titolo, editore, etc..



E' possibile accedere alla banca dati anche direttamente su OneSearch con una ricerca per titolo della banca dati stessa:


Banca dati



Entrando nell'ambiente proprietario (interfaccia nativa) di ogni singola banca dati è possibile procedere ad una ricerca autonoma e mirata all'interno della banca dati scelta, utilizzando gli strumenti, spesso molto raffinati, messi a disposizione dall'editore di appartenenza. In base all'abbonamento sottoscritto dal Sistema Bibliotecario di Ateneo sarà poi possibile scaricare o meno il full text delle risorse trovate, tramite il bottone trova unifi, che mette in collegamento i due ambienti (Editore/Unifi).



Attenzione! Ai fini di una ricerca esaustiva relativa ad una tesi di dottorato si consiglia di utilizzare gli strumenti di ricerca che le banche dati mettono a disposizione nel proprio ambiente (indicizzazioni per soggetto, legami a documenti citati o da cui si è citati, filtri di ricerca, alerts etc..)


1.1. Le pricipali banche dati accademiche


Nei paragrafi che seguono verrà mostrato come si effettua una ricerca nelle due principali banche dati del settore accademico, Web of Science (WOS) e Scopus, e in una delle banche dati disciplinari a copertura meno ampia e specializzata nell'ingegneria, IEEE Xplore.

Si ricorda che il Sistema Bibliotecario di Ateneo ha attivato anche altri abbonamenti a banche dati disciplinari, che possono interessare vari rami dell'ingegneria. Si consiglia di visualizzare le brevi informazioni sotto ogni titolo di banca dati nel link mostra informazioni dopo aver effettuato una ricerca per categoria Ingegneria sottocategoria Tutte le risorse, per avere una panoramica completa e aggiornata delle risorse disponibili.


Bd_Ingegneria


Qui sotto qualche esempio, anche tratto da altre categorie disciplinari, che può essere utile per i diversi settori dell'ingegneria:

ACM digital library: banca dati che contiene il full text dei documenti prodotti da Association for Computing Machinery (ACM). Fondamentale per il settore dell'ingegneria informatica.

Avery (editore EBSCO): banca dati relativa ad articoli tratti da periodici correnti di architettura e discipline correlate, utile per la progettazione e la storia dell’architettura. Contiene un particolare filtro di ricerca per physical descripion (maps, elevations, sections etc ...), per la parte grafica contenuta dei documenti. Interessante per il settore ingegneria civile e per le ricerche storiche.

e-Lexico: dà accesso a dizionari monolingui e bilingui, anche tecnici.

Progetti e dettagli (editore UTET): repertorio di materiale progettuale (relazioni tecniche, foto, sezioni, prospetti, progetti) già realizzato e firmato da numerosi architetti ed ingegneri italiani ed esteri, interessante per il settore ingegneria civile.

ScienceDirect (editore Elsevier): banca dati specializzata nel settore tecnico-scientifico. Copre tutti i settori dell'ingegneria, soprattutto il settore energetico e ambientale, chimica, matematica, fisica, scienza dei materiali.

Scifinder: banca dati prodotta dall’American Chemical Society, specializzata in chimica, ma copre anche: biologia, biotecnologia, fisica, ingegneria, medicina, agricoltura (si accede registrandosi con user e psw). E' possibile anche la ricerca per sottostruttura e una ricerca piuttosto raffinata sui brevetti dei settori disciplinari coperti.

Springer: piattaforma dell'editore che contiene articoli di riviste e ebooks dell'editore Springer. Abbonamento attivo alla collezione Lecture notes in mathematics dal 1997.

Wiley online library: banca dati di pubblicazioni dell'editore Wiley, utile soprattutto per gli ebooks.


Attenzione!

E' stato attivato dall'ufficio ricerca l'abbonamento alla banca dati SciVal che permette di avere una panoramica sulla produzione scientifica degli Atenei, dei gruppi di ricerca e dei singoli ricercatori, offrendo la possibilità di valutare eventuali collaborazioni, progetti di studio all'estero, contatti per scambi nazionali e internazionali, analisi dei principali trend di ricerca e individuazione delle istituzioni più performanti.

1.2. Web of Science (WOS)

Immagine correlata

WOS


Web of Science (WOS) è una banca dati citazionale (v. Cosa è una banca dati), evoluzione del primo database citazionale realizzato in ambito accademico, Science Citation Index (SCI) dell’Institute of Scientific Information (ISI), oggi proprietà del gruppo Clarivate Analytics.

Cosa contiene:

citazioni di articoli di riviste, atti di convegno, libri, ma anche, in base al tipo di abbonamento sottoscritto, reports di dati e brevetti. La quantità dichiarata è di più di 150 milioni di citazioni bibliografiche.

 

Copertura disciplinare:

tutte le discipline, con possibilità di indirizzare la ricerca per settori specifici (si veda più avanti).


Per istruzioni e tutorial aggiornati online: Training WOS

La ricerca:

L'homepage mostra in alto a sinistra un solo campo di ricerca “alla Google”:

da Basic Search di default WOS Core Collection (WOS CC) permette la ricerca in un pacchetto selezionato di periodici elettronici, atti di convegno, libri selezionati e corredati da analisi bibliometriche (v. Peer review e bibliometria).


Wos basic search


Altrimenti dal menu Select a database è possibile selezionare All Databases (AllD: collezione di WOS e altri database ospitati in questa piattaforma, secondo all'abbonamento sottoscritto. Nel caso dell'abbonamento Unifi: Medline per medicina, Scielo database brasiliano, KCI database e-journals coreani …). Da learn more si può visualizzare il dettaglio di tutti i database compresi nell'abbonamento.


WOS databases


Se si lancia una ricerca in WOS CC, è possibile aprire il menu more settings e personalizzare la scelta dei database compresi in questo pacchetto. Da questo menu è visibile anche l’anno a partire dal quale sono disponibili le risorse di quel database (varia in base al tipo di abbonamento).

Science Citation Index Espanded è la sezione disciplinare che contiene riferimenti bibliografici, con abstract e bibliografia, ad articoli pubblicati sui più prestigiosi periodici del mondo nel campo delle scienze, dal 1985 ad oggi. Ingegneria e informatica sono in questo settore.


WOS_moresettings

Dal menu accanto alla maschera di ricerca, oltre ai soliti campi, autore, titolo, editore è possibile cercare da:

  • topic: se la ricerca è impostata su WOS CC sono interrogati titolo, abstract, keywords e keywords plus, ossia parole dai titoli degli articoli citati. Se è impostata su AllD dipende dalle impostazioni singoli db.
  • accession number: accession number: codice univoco assegnato da WOS ad ogni citazione.
  • funding agency: interroga gli enti che hanno finanziato ricerca.
  • grant number: interroga i codici numerici legati a sponsorizzazione e finanziamento ricerca.
  • organization-enhanced: interroga gli enti a cui appartengono gli autori (si aggiunge al già presente address) ed è una ricerca raffinata da un lavoro (automatico) di rinvii da forme varianti del nome dell’ente e dei suoi sottoinsiemi (esempio per le università i dipartimenti sono raggruppati sotto il nome dell’università).
  • author identifiers: codice numerico (ResearcherId) con cui un autore si è identificato e ha salvato i propri record disambiguandosi dagli altri. Dal 2019 il ReasearchId implementa la piattaforma Publons (anch'essa acquistata da Clarivate) nella quale un autore può gestire un  account personale dove caricare i dati bibliometrici di WOS che si riferiscono alla propria produzione scientifica. E' attivo anche lo scambio automatico con un altro identificatore più diffuso: ORCID).
Da ottobre 2019 è disponibile su WOS anche una Author Search (ancora in versione beta) che permette una ricerca dei documenti per autore. La disambiguazione di autori omonimi è tuttavia affidata in parte all'uso dell'intelligenza artificiale e in parte al lavoro umano (vista la mole dei dati contenuti in WOS), quindi non è al momento garantita la correttezza nell'individuazione dell'esatta identità dell'autore.

WOS author search

La lista dei risultati è ampliabile, come nelle altre banche dati bibliografiche, con abstract e bottone trova@unifi per il link al full text della risorsa o alla richiesta di fornitura documento (v. ILL e DD).

WOS risultati


Servizi:

Per salvare la ricerca: spuntare i risultati di interesse (o tutta la pagina con select page) e selezionare il bottone per la stampa o per l’invio via email oppure cliccare su add to marked list per creare una sessione di lavoro temporanea (marked list).

  • Nella propria marked list (in alto a destra) la possibilità di affinare ulteriormente la ricerca.
  • Nel search history (in alto a destra) lo storico delle ricerche e la possibilità di fare incroci (lo storico delle ricerche si riferisce alla sessione aperta, se si vuole salvare la ricerca anche per le successive sessioni di lavoro selezionare save history, dopo essersi autenticati con “sign in”).
  • Quando si lancia una nuova ricerca, nel caso compaiano come risultato articoli già selezionati nella marked list, risultano già marcati.
  • La marked list può poi essere stampata, inviata via mail, inviata ad Endnote (v. software per le bibliografie in Il sito SBA: altre risorse) o salvata in altri formati.
  • E' possibile impostare la ripetizione automatica di una strategia di ricerca (dopo essersi autenticati con “sign in”) da Searches and alerts selezionando Create citation alerts e definendo i criteri della ricerca da lanciare in automatico periodicamente. Si può scegliere se ricevere i risultati via email o RSS feed.
  • E' stata resa recentemente implementata, integrando il sistema Unpaywall, la possibilità di verificare la presenza di una versione ad accesso aperto del documento cercato che risulti non disponibile da link "free published article from repository".

Valore aggiunto:

WOS_valore aggiunto

  • L’ordine dei risultati può essere visualizzato modificando il ranking per: rilevanza, data, Times cited (highest to lowest) che ordina i risultati a partire dal contributo più citato.
  • Dal link in alto a destra Analyze results si accede ai dati relativi al risultato della ricerca effettuata visualizzabili in grafici e tabelle e ulteriormente raffinabili, anche per disciplina.
  • A destra si accede al times cited che indica il numero delle citazioni ricevute dall'articolo e crea un legame con gli articoli che citano l’articolo relativo.
  • Due simboli (che possono essere usati anche come filtri a sinistra) segnalano se un articolo è di particolare valore: 
“coppa” highly cited paper indica che quel contributo è al top 1% di quella categoria in quell’anno (se totale è di 100 articoli 99 sono meno citati).

“fiamma” hot paper: negli ultimi due mesi quel contributo è nel top 0,1% della categoria (se totale è di 1000 articoli 999 sono meno citati).

Dati bibliometrici:


WOS_IF


Nel link dell'articolo si trova la sua descrizione nel dettaglio, con abstract, parole chiave, link agli autiori etc. A destra sotto Citation network la mappa citazionale dell’articolo con la possibilità di navigare tra le citazioni.


Sotto il titolo dell’articolo il link a View journal impact permette una visione veloce dei dati bibliometrici della rivista che lo ospita:


WOS_IF2

Da qui è possibile vedere l'Impact factor su 1 e su 5 anni e il numero del quartile in rapporto alla categoria disciplinare (Q1 = top 25% della categoria disciplinare).

Impact factor

L’indicatore bibliometrico più importante di WOS è l’Impact factor (IF)


  • L’IF vuole rappresentare l’impatto e quindi il valore di una rivista.

 

  • L’IF è calcolato ogni anno e consiste nel rapporto tra il numero di citazioni ottenute da una rivista nell’anno di riferimento (es. 2019) relative agli articoli pubblicati dalla rivista nei due (o anche cinque) anni precedenti (2017-2018) e il numero totale degli articoli pubblicati nello stesso periodo (2017-2018) dalla rivista. L'IF è dunque il numero medio di citazioni ricevute per articolo pubblicato nella rivista nel corso dei due (o cinque) anni precedenti.

Attenzione! L'IF è uno dei dati bibliometrici di cui l'ANVUR tiene conto per la VQR, ossia per la valutazione della produttività scientifica degli Atenei e per il conseguente stanziamento dei fondi di ricerca (v. Peer review e bibliometria).

1.3. Scopus

Risultati immagini per scopus

Scopus


Scopus è una banca dati citazionale (v. Cosa è una banca dati), dell’editore Elsevier.

Cosa contiene:

produzione scientifica (articoli di riviste, libri, atti di convegni) peer-reviewed e più di 75 milioni di citazioni bibliografiche, abstract e dati bibliometrici. Per questo insieme a WOS è la banca dati di riferimento per la valutazione della ricerca (VQR) (v. Peer review e bibliometria).


Copertura disciplinare:

settori coperti: social sciences and humanities (arte, letteratura, psicologia, economia, scienze sociali) 31%, physical sciences (chimica, fisica, matematica, ingegneria, informatica, scienze della terra) 27%, health sciences (medicina, veterinaria, professioni sanitarie) 26%, life sciences (biologia, agraria, biochimica, farmacia) 17%.


Per guide e tutorial sull'uso di Scopus: Learn & Support

La ricerca:

Document search

Consente la ricerca base dei documenti contenuti, con possibilità di filtrare dal menu Limit.




La ricerca per campi prevede la possibilità di combinare più campi selezionati: parole chiave, titolo, autore, anche molto raffinati come l’ente di appartenenza etc..




Author search

Ci sono altre tre opzioni di ricerca, la più importante è author search (le altre sono intuitive, affiliation per ente di appartenenza, avanzata per codici di campi diversi).



E' possibile indirizzare la ricerca per una specifica rivista limitando a particolari settori disciplinari da compare sources.




Le ricerche in una stessa sessione sono salvate nella Search History, che dà la possibilità anche di combinare i risultati di ricerche diverse.



Dall'icona in alto a destra Alerts è possibile, dopo essersi registrati con propri user e psw, impostare la ripetizione automatica e periodica di una stessa strategia di ricerca e riceverne via email i risultati.

scopus_alert

Risultati:


la lista dei risultati compare al centro, i filtri a sinistra, con possibilità di impostare una nuova ricerca solo sui risultati (Limit to, Exclude), modificare il ranking di ordinamento, inviare la lista via email o stamparla. Da ogni risultato è possibile risalire alla pagina dell’editore, vedere l’abstract e accedere al full text con il bottone trova unifi se è attivo un abbonamento relativo a quella risorsa.


scopus risultati


In alto a destra si trova la possibilità di cercare nel database brevettuale e in quello dei soli dati. Per secondary documents si intendono risultati non compresi nella banca dati Scopus, ma estratti dalle sue citazioni. E’ possibile tornare ai risultati precedenti da Back to results.


secondary documents


Valore aggiunto:


Nel link del documento si trova il dettaglio delle informazioni: parole chiave, link agli autori, dati bibliometrici, legami alle citazioni etc.





Dai risultati della ricerca per autore (author search) è possibile risalire ai documenti pubblicati dall’autore oppure al profilo dell’autore scelto:



Dal link dell’autore si accede al suo profilo con i dati bibliometrici, valore aggiunto della banca dati citazionale Scopus (v. Peer review e bibliometria).


h-index


H-Index

L’indicatore più importante di Scopus è l’H-index (o indice di Hirsch).

 

  • L’H-index vuole rappresentare il peso della produzione scientifica di un autore.

 

  • Il “peso” o l’”impatto” dell’autore secondo l’H-index corrisponde al numero massimo di citazioni ottenute da un numero uguale di propri articoli. Un autore ha cioè indice n se ha pubblicato almeno n articoli, ciascuno dei quali è stato citato almeno n volte.

1.4. Una banca dati disciplinare: IEEE Xplore

Risultati immagini per ieee xplore

IEEE Xplore, banca dati per l'ingegneria elettrica ed elettronica


IEEE Xplore è una banca dati prodotta da IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers), che si definisce come la più grande associazione professionale di ambito tecnologico del mondo.
Diversamente da WOS e Scopus, non è una banca dati bibliografica o citazionale, ma è la biblioteca digitale o banca dati a testo pieno (full-text) dei documenti pubblicati da IEEE, corredati dalle relative descrizioni (metadati).

 

Cosa contiene:

quasi 5 milioni di documenti (articoli, atti di convegno, standard (norme tecniche) dal 1988 (per alcune tipologie dal 1972) ad oggi, pubblicati da IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) e in parte da IET (Institution of Engineering and Technology). L'abbonamento attivato dall'Università di Firenze dà accesso anche al Bell Labs Technical Journal e a una scelta di atti di convegno pubblicati da VDE Verlag; non dà invece accesso al testo pieno del materiale didattico (Courses) e degli e-book IEEE, materiale di cui si possono comunque trovare le descrizioni (per verificare l'eventuale presenza degli e-book IEEE nelle biblioteche di Ateneo, consultare OneSearch o rivolgersi per ulteriore aiuto al servizio Chiedi in biblioteca).

Copertura disciplinare:

Ingegneria elettronica, elettrica, informatica e tutte le materie contigue: ingegneria aerospaziale e militare, industriale, informatica, meccatronica, della sicurezza, biometrica, biomedica, ottica, dell'energia, robotica, delle telecomunicazioni, aptica.


Ricerca:

L'impostazione di ricerca di default è una basic search su tutte le tipologie di risorse (all):

IEEE Xplore basic search

E' possibile filtrare la tipologia di materiale su cui effettuare la ricerca dal menu a tendina a sinistra. Ad esempio il filtro Journals & Magazines restringe la ricerca dei soli documenti pubblicati nei periodici IEEE (Letters, Journals, Magazines e Transactions) escludendo quindi i le monografie (Books), i corsi (Courses), la normativa tecnica IEEE (Standards) e gli atti di convegno (Conferences).

IEEE Xplore filtri


I filtri Books e Courses vanno usati con attenzione, perché restituiranno solo le descrizioni di documenti ai quali l'abbonamento attivato dall'Università di Firenze non dà accesso.
Conferences e Standards restituiranno solo i dati relativi, rispettivamente, agli atti di convegno e agli standard (normativa tecnica IEEE).
Autors permette una ricerca su due campi relativi al nome proprio e/o al cognome dell'autore.
Citations è pensato per trovare un documento e i documenti che lo citano a partire dal titolo, anno e numero di fascicolo della pubblicazione (Rivista, atto di convegno etc.) che lo contiene.

Le parole chiave per la ricerca possono essere separate da operatori booleani (AND, OR, NOT, NEAR), unite da "... AND ..." se devono essere contigue, dotate di asterisco che precede *.... o segue ...* per comprendere prefissi o suffissi nella ricerca (es. network* trova anche networks, networking .. etc). I suggerimenti che compaiono digitando le parole chiave non si basano sulle ricerche più poplari (come ad es. in Google), ma propongono le parole chiave attribuite ai documenti nel database di IEEE Xplore.

Può essere selezionata la ricerca avanzata, per avere più opzioni in diversi campi di ricerca e poter filtrare subito il range di anni di interesse:


IEEE Xplore ricerca avanzata


I risultati della ricerca possono comunque essere ulteriormente filtrati rilanciando una ricerca all'interno della lista dei risultati dal box in alto a sinistra (search within results) o impostando sempre a sinistra dei filtri per tipologia di materiale (riviste, libri, corsi etc..), per tipologia di accesso (documenti solo in abbonamento, solo open access), o per i classici: anno, autore, editore etc. E' possibile modificare l'ordinamento dei risultati rispetto a quello per rilevanza impostato di default e settare degli alerts per essere sempre aggiornati automaticamente su una ricerca scelta (modificabile da my settings). Per quest'ultima opzione, come anche per mantenere una propria search history è necessario registrarsi come utente (personal sign in) in alto a destra.


IEEE Xplore risultati


Ogni documento è dotato di descrizione, abstract e full text fruibile online in formato .html o scaricabile in formato .pdf. Entrando nel link di ogni documento si entra più nel dettaglio e si accede, oltre all'abstract e alla possibilità di download, alle citazioni (fatte e ricevute, esportabili anche per i citation management tools come Endnote), alle informazioni sugli autori, alle parole chiave attribuite all'articolo da IEEE e ai termini di soggetto attribuiti all'articolo da Inspec (Inspec: controlled indexing). In quest'ultimo caso ci si riferisce a soggetti o termini controllati che un team di specialisti del settore disciplinare (afferenti alla banca dati Inspec) ha attribuito manualmente al documento (come avviene per il campo "soggetti" nei libri cartacei inseriti dai bibliotecari nel catalogo di Ateneo).

IEEE Xplore dettaglio articolo


Particolarmente utile è la possibilità di estrarre e salvare le immagini del documento da Figures e valutarne la possibilità di riuso dall'icona ©. Cliccando su questa icona si apre infatti un form che permette di selezionare l'eventuale riuso che si vuole fare dell'immagine (ad es. per un poster, per la tesi etc.) e accedere alle informazioni sulle possibilità che il copyright di quel documento offre.


IEEE Xplore copyright

Generalmente, se la finalità non è la pubblicazione, basta stampare e conservare il documento di conferma di riuso da parte di IEEE che si apre e seguirne le indicazioni per una corretta citazione nel proprio lavoro:

IEEE Xplore copyright 2

Una novità molto interessante è sulla destra l'elenco delle principali ditte che detengono brevetti nel settore tecnologico citato dal documento. Cliccando su questa funzionalità si ottengono dei risultati rappresentati come nell'esempio di seguito:

IEEE Xplore top patents

Se nel full text è presente una formula matematica, dal link view source è possibile copiare la formattazione della formula per un suo eventuale riuso con linguaggi di marcatura come LaTex, impiegati in genere per la redazione di lavori scientifici con citazioni di formule matematiche.

IEEE Xplore view source

In author tools sono inoltre dispinibili materiali informativi su come pubblicare con IEEE.

Per informazioni e tutorial aggionati sull'uso di IEEE Xplore: IEEE Xplore Resources and Help

1.5. Le piattaforme illegali

Risultati immagini per siti accademici pirata

Shadow Libraries ...

L'aumento dei costi di accesso all'editoria accademica ha orginato nel tempo, oltre al virtuoso e condivisibile movimento dell'Open Access, anche la reazione di autori di siti illegali come le cosiddette Shadow Libraries (biblioteche pirata) per gli e-book (es. LibGen) o i portali di accesso ad articoli scientifici (es. Sci-Hub). Questo modello di "accesso dal basso", che si contrappone al tradizionale accesso dall'alto rappresentato dalle collezioni bibliotecarie e dall'editoria commerciale, pur manifestando una richiesta di libera fruizione della conoscenza (sposata in primo luogo dall'Open Access) si indirizza tuttavia verso l'uso di strumenti assolutamente rischiosi e soprattutto, si ricorda agli utenti, completamente illegali (e per questo il fenomeno è anche chiamato black Open Access). Violando infatti le norme del copyright questi "canali nascosti" raccolgono pubblicazioni accademiche dalle piattaforme ufficiali degli editori e le mettono a disposizione illecitamente dai propri repositories.

Attenzione!

Si ricorda che pratiche illegali come la violazione del copyright e altre azioni che possano comportare comunque rischi per la sicurezza della rete dell'Ateneo (come la propagazione di virus) sono gestite dal SIAF con Protocolli di intervento per incidenti e abusi. Grazie alla sottoscrizione di abbonamenti con i principali editori accademici il Sistema Bibliotecario di Ateneo mette a disposizione dei suoi utenti un'ampia mole di risorse accessibili grazie alle credenziali di ateneo (con l'uso del proxy anche al di fuori dalla rete di Ateneo). Per risorse che il dottorando non riesca comunque a reperire perché non comprese dagli abbonamenti attivi si consiglia l'uso dei seguenti servizi: proposta d'acquisto, prestito interbibibliotecario (ILL) e fornitura di documenti (DD), di cui si parlerà più avanti. Nella ricerca su OneSearch, nella tab "servizi in biblioteca" che si apre quando un documento online risulta non disponibile, è possibile anche cliccare su "cerca versione open access", che integrando il sistema Unpaywall, permette di verificare se esiste un accesso alla versione libera del documento cercato.


... e Predatory Journals

I Predatory Journals (pubblicazione predatoria) sono pubblicazioni generalmente open access che propongono agli autori su pagamento di una tariffa la pubblicazione di articoli e contributi in proprie riviste sprovviste di peer review ed altre forme di controllo e di servizi, forniti di solito da editori legittimi e accreditati. Questo fenomeno cerca di sfruttare l'inesperienza dei giovani ricercatori e la difficoltà di accedere all'editoria accademica da parte dei gruppi di ricerca dei paesi in via di sviluppo, per lucrare sulla proposta di inclusione in pubblicazioni assolutamente prive di controllo, attendibilità e standard anche minimi di qualità editoriale, tanto da sconfinare nella vera e propria frode.

Attenzione!

E' importante saper riconoscere le mail di invito alla pubblicazione da parte di predatory publishers ed evitare così di pubblicare i vostri primi lavori in riviste prive di qualsiasi attendibilità scientifica, anche solo per errore, per non compromettere la credibilità delle vostre ricerche e del vostro nome. Di seguito qualche semplice consiglio: How to avoid predatory journals - a five point plan


2. Google Scholar

Risultati immagini per google scholar


Il motore di ricerca per le risorse accademiche sul web


Google Scholar è un motore di ricerca libero, accessibile semplicemente dal web come il più generico Google.

Cosa contiene:

Google Scholar dichiara di indicizzare una gran quantità di documentazione scientifica di provenienza accademica: «…articles, theses, books, abstracts and court opinions, from academic publishers, professional societies, online repositories, universities and other web sites», ma anche brevetti.


Ricerca:

La maschera di ricerca ripete quella del motore di ricerca più usato al mondo:


Per rendere più efficace la ricerca è possibile usare qualche strategia più avanzata (valida anche per Google):

  • ricerca di una frase esatta o termini contigui inserendo le parole tra virgolette: es. "wind turbine"
  • ricerca di sinonimi o parole chiave simili separando i termini con OR: es. 3D OR three-dimensional
  • esclusione di un termine nella ricerca anteponendo il meno (-): es. batteries -recheargeable, -"solar energy" -photovoltaic


Risultati:


Come per le banche dati i risultati sono al centro e i filtri a sinistra (data, lingua ecc.). A destra compare l'eventuale link al full text della risorsa. In basso dati citazionali, analisi bibliometriche, link a biblioteche e altri servizi di fornitura del testo cercato qualora non in internet (ACNP, ossia il Catalogo nazionale dei periodici etc..). Se ci si è autenticati nella sessione di navigazione, compare il bottone trova@unifi che collega alla stessa risorsa su OneSearch o al servizio di ILL e DD.


GoogleScholar_risultati


 

Come funziona:


  • Estrae dalle basi dati di Google i documenti giudicati di interesse accademico attraverso un algoritmo proprietario segreto.

  • Altra fonte di dati sono i partner commerciali: editori e aggregatori di riviste accademiche.

  • Indicizza il testo completo dei documenti (ove disponibile).

  • Non assegna parole chiave da vocabolari controllati (thesauri), come ad esempio Inspec.


  • Non indicizza il nome degli enti finanziatori (come WOS) o di appartenenza degli autori (come Scopus e WOS).


  • E' possibile creare un proprio profilo (Google Scholar Citation Profile) in quanto autore (attraverso il proprio account Google), come WOS e Scopus.

  • Differentemente dalle banche dati con thesauri (come i soggetti di Inspec usati da IEEE Xplore) Scholar non prevede il lavoro di indicizzatori umani (a parte gli autori che vi creano un profilo) e si basa su sistemi automatici di raccolta dei dati.

Attenzione! I produttori  di informazione scientifica hanno interesse ad essere visibili in Google e Google Scholar. Anche WOS si è accordato con Scholar per link reciproci fra le rispettive banche dati.

I risultati di una ricerca in Google Scholar visualizzano infatti un link a WOS con il numero delle citazioni che il contributo ha ricevuto:


GoogleScholar_WOS

Il numero di citazioni riportato da WOS è non di rado inferiore a quello riportato da Google Scholar, perché sono diversi il numero di documenti indicizzati dalle due banche dati: WOS indicizza un numero definito di pubblicazioni peer-reviewed, Google Scholar prende invece in considerazione un numero più ampio di documenti eterogenei genericamante "accademici", che comprendono, per esempio, preprint, tesi, libri e pareri giuridici.

I risultati di una ricerca in WOS visualizzano un link a Google Scholar che permette di rilanciare la ricerca su Scholar con eventuale legame a full text del documento:



GoogleScholar_WOS_2

Punti di forza di Google Scholar:

  • Gratuità: accede alle risorse liberamente accessibili sul web (anche se spesso la disponibilità del full text è garantita dal bottone trova@unifi che si attiva grazie al riconoscimento degli abbonamenti sottoscritti dall'Ateneo).
  • Inclusione nelle fonti di materiale monografico e manualistico di tipo didattico.

Punti deboli di Google Scholar rispetto alla ricerca in OneSearch e nella interfaccia nativa delle banche dati:

  • La segretezza dell’algoritmo e la mancanza di trasparenza negli accordi commerciali di Google Scholar con le sue fonti rendono difficile individuare l’organizzazione del ranking dei risultati, che potrebbe essere influenzata da fattori estranei alla pura pertinenza scientifica.
  • I discovery tool e le banche dati accademiche attingono a fonti selezionate garantendo un ambiente di ricerca "protetto" e al sicuro da fake news e documentazione di scarsa qualità. Non si può dire con certezza lo stesso per le fonti, di qualità a volte carente, a cui attinge Google Scholar.
  • Il ranking dei risultati di una ricerca lanciata su Google Scholar è personalizzato perché influenzato da fattori quali la navigazione sul web già effettuata, le ricerche pregresse, le scelte e le selezioni già fatte nonché la geolocalizzaione di chi fa la query (una prova ne è la diversità dei risultati di una stessa ricerca fatta da persone diverse in luoghi diversi).
  • L'assenza di filtri comporta maggiore impiego di tempo e lavoro nell'analisi dei risultati della ricerca in Google Scholar, specialmente se si conoscono la quantità e la qualità degli strumenti di raffinamento dei risultati (e di disambiguazione degli autori omonimi) proposte dalle banche dati.

3. La normativa tecnica (standard)

Norme

Abbonamenti attivi per le norme


Attualmente la normativa tecnica disponibile per la consultazione agli utenti Unifi in base agli abbonamenti sottoscritti dal Sistema Bibliotecario di Ateneo è la seguente:


Le norme UNI sono disponibili in visualizzazione a schermo sul sito della UNI per tutti gli utenti dell’Ateneo che ne richiedano l’accesso comunicando matricola ed email istituzionale a bibingATunifi.it. La biblioteca ha a disposizione 100 download all’anno per la stampa di una copia delle norme richieste per l’attività didattica o per motivate necessità specifiche. Le norme stampate sono consultabili in sede in formato cartaceo.


Le norme tecniche CEI sono accessibili dal portale delle banche dati di Ateneo (https://www.sba.unifi.it > banche dati, Trova banche dati: "Norme CEI") o dal catalogo OneSearch cercando "Norme CEI". Vi si accede tramite autenticazione per username e password, indicate nella homepage (leggere attentamente tutte le istruzioni).


Le norme tecniche del CNR, tutte possedute in formato cartaceo, possono essere consultate tramite richiesta al banco del prestito della biblioteca.


Gli standard dell'IEEE sono disponibili nella banca dati IEEE Xplore, se ne consiglia la ricerca impostando il filtro "standard" a sinistra del box "basic search".


Attenzione! La normativa giuridica è accessibile tramite alcune banche dati della categoria Diritto (https://www.sba.unifi.it > banche dati, Trova banche dati, Categoria: "Diritto"). Per la legislazione italiana si consigliano le banche dati De Jure e Studio legale (quest'ultima con accesso con user e password).

4. I brevetti

Immagine correlata


La ricerca brevettuale


Il brevetto è pubblico, accessibile in ogni dato, come tutela per il brevetto stesso.

La ricerca dei brevetti può essere effettuata su banche dati liberamente accessibili sul web, la maggior parte delle quali è messa a disposizione dagli enti che gestiscono la concessione e la pubblicazione dei diversi tipi di brevetti.

Le banche dati brevettuali in genere permettono l'accesso a documenti relativi alla procedura brevettuale nel suo iter, dalla domanda fino alla concessione del brevetto.


Di seguito l'elenco delle principali banche dati:


Il database dei brevetti italiani dell'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM):

permette la ricerca tra i brevetti italiani.


DEPATISnet del Das Deutsche Patent- und Markenamt (DPMA):

fornisce l'accesso ai brevetti tedeschi e di altri paesi europei ed extraeuropei (ha anche un'interfaccia in lingua inglese).


Esp@cenet dell'European Patent Office (EPO):

consente la ricerca sui brevetti internazionali (WO), europei (EP) e di altri paesi europei ed extraeuropei.


Google patent:

nato come motore di ricerca per i brevetti statunitensi (US), la sua copertura si sta ampliando ai brevetti di altri paesi sia europei che extraeuropei.


Patentscope del World Intellectual Property Organization (WIPO):

consente la ricerca sui brevetti internazionali (WO), europei (EP) e di: Asia, America Latina, Africa.


PatFT (Patent Full database) dell'USPTO (United States Patent and Trademark Office):

contiene il full text dei brevetti statunitensi (US) dal 1976 ad oggi e le immagini in .pdf di tutti i brevetti dal 1790 ad oggi.


Patiris (Università di Bologna e University College London):

contiene la produzione brevettuale delle Università e dei Centri di Ricerca pubblici italiani. Il valore aggiunto di questa banca dati è costituito dai report statistici (Ranking Istituti, Famiglie brevettuali per anno, Evoluzione della brevettazione presso gli istituti italiani, Aree geografiche-paesi di pubblicazione per anno, Aree tecnologiche-top 15 istituti, ecc).


Alcune informazioni sui campi di ricerca che si trovano di solito in queste banche dati:


Titolo: titolo assegnato all’invenzione.

Numero: numero di protocollo che dipende dall’Ufficio che ha registrato il brevetto. E’ un codice alfanumerico, che contiene anche il codice-paese (es. brevetti americani, US, ….., europei EP...., internazionali WO..... etc).

Stato del documento: codice alfanumerico che indica lo stato di avanzamento della procedura brevettuale, (es. A3: search report/stato dell’arte, D1: brevetto già concesso, procedura terminata etc.).

Inventore: nome di chi detiene la proprietà intellettuale del brevetto.

Applicant: nome di chi detiene la proprietà commerciale del brevetto.

Data: data di deposito della domanda (sancisce la validità del brevetto. Brevetto dura 20 anni, dà monopolio commerciale per il proprio settore industriale).

Validità industriale: classe brevettuale (cioè in quale settore industriale il brevetto ha validità).

Elenco dei brevetti citati/citazioni: riferimento ai brevetti che il brevetto cercato va a migliorare (nel caso di brevetti che migliorano altri brevetti). Citazioni presenti nello stato dell’arte. Le citazioni possono essere sia scientifiche che brevettuali.

Abstract: sommario del brevetto.

Disegni: immagini del brevetto.

Rivendicazioni: redatte in genere da un consulente brevettuale (patent attorney), rappresentano la dichiarazione di volontà manifestata dall’inventore di voler ottenere tutela su determinati aspetti del prodotto. Contengono informazioni che prevedono competenze legali e tecniche. 

Descrizione: dettagli di elementi funzionali, struttura e funzioni dell'invenzione.

Background/prior art: stato dell’arte, per dimostrare che l'invenzione è nuova, originale e applicabile.

Famiglia brevettuale/patent family: validità del brevetto in paesi diversi aderenti a stesso accordo.

IPC: International Patent Classification, individua i settori industriali (diviso in sottoclassi).

US: individua funzione/utilità prodotto (solo brevetti US).

CPC: Cooperative Patent Classification (dal 2012) sistema di classificazione per brevetti americani/internazionali.


Attenzione!

Per i modelli e i disegni industriali:


DesignView banca dati dell'EUIPO (European Union Intellectual Property Office) e della WIPO (World Intellectual Property Organization) permette l'accesso alle informazioni riguardanti i disegni e i modelli registrati a partire dagli uffici della proprietà intellettuale dei paesi partecipanti (oltre 50). Comprende anche i dati relativi ai disegni e modelli registrati dell'ufficio italiano brevetti.


Hague Express Database banca dati della WIPO (World Intellectual Property Organization) che include le indicazioni bibliografiche e le riproduzioni, in tutto o in parte, dei disegni e modelli industriali inseriti nel Registro Internazionale.

 

Per le Invenzioni biotecnologiche:

Banca dati nazionale per le invenzioni biotecnologiche dell'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) contiene le domande di brevetto per invenzione industriale, depositate dal 1 luglio 2008, classificate come biotecnologiche o Life Sciences.

Consente anche di elaborare statistiche specifiche del settore e di effettuare ricerche per anno, classe IPC, provincia di deposito.


Per ulteriori informazioni sui brevetti si possono consultare le FAQ dell''Ufficio Italiano Brevetti e Marchi